La scrittura: storie e strumenti

Il blog per gli appassionati della scrittura e di tutto ciò che serve per scrivere

La matita

“Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera. Ad un certo punto , le domandò: “stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me?” La nonna interruppe la scrittura , sorrise e disse al nipote: “E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei la usassi tu , quando sarai cresciuto”. Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale. “Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!”. “Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono cinque qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno sempre di te un uomo in pace col mondo.

Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi dimenticare che esiste una mano che guida i tuoi passi: questa mano noi la chiamiamo Dio e Lui ti dovrà indirizzare verso la Sua volontà.

Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo per usare il temperino. Questo fa si che la matita soffra un poco, ma alla fine sarà più affilata. Pertanto sappi sopportare un po’ di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore.

Terza qualità: la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che noi abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via.

Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita  non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all’interno. Dunque fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te.

Infine la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno. Ugualmente, sappi che tutto ciò che farai nella vita lascerà tracce e cerca d’essere conscio d’ogni singola azione.”

Paulo Coelho – Sono come il fiume che scorre. Pensieri e riflessioni 1998-2005

(ringrazio Claudio Rosso per gli auguri fatti in modo così carino)

STORIA ED INNOVAZIONE DELLA MATITA

il vocabolo matita, dal latino haematites (pietra di ematite) si riferisce ad un ossido di ferro usato per scrivere fin dall’antichità. Insieme ad esso ci si serviva di bastoncini di carbone.

Inoltre Lapis indicava una terra rossa, ridotta in bastoncini e appuntita, mentre una terra color piombo era detta Lapis Piombino, e quella nera , Lapis Negro.

La matita che noi tutti conosciamo arriva nella seconda metà del 1500, dopo che Cumberland (in Inghilterra) scopre miniere di grafite e dopo che i sig.ri Bernacotti (italiani) inseriscono sottili bastoncini di grafite in un’anima di legno (pioppo) esagonale o cilindrica.

Una estremità di queste matite  viene normalmente appuntita  (inizialmente con taglierini e affilata con affilamine, oggi usiamo il temperino) per far sì che il tratto risulti più preciso e sottile.

La grafite può essere più o meno dura e questo dà alla matita una qualità di tratto diversa : oggi per convenzione diciamo che partendo dalla diffusa gradazione HB (media)  si va verso le gradazioni H ( 2H, 3H, 4H, e cosi via) che sono più dure e quindi il tratto è più chiaro, oppure si va verso gradazioni B ( 2B, 3B, 4B, e cosi via) che sono invece più morbide, con tratto più scuro e più facilmente cancellabili perché non bisogna far forza sulla mano per imprimere il segno.

Ne esistono 22 tipologie, che si differenziano per durezza e composizione.

Quelle più morbide sono solitamente usate per il disegno artistico dato che permettono di essere sfumate con facilità , quelle più dure per il disegno tecnico.

La durezza è data dalla maggiore o minore quantità di argilla presente nella mina: più argilla rende il tratto più duro e quindi più chiaro.

Usato come mina all’interno di un fusto di legno, ma anche in semplici bastoncini sciolti, è il carboncino, impiegato anche esso da secoli per il disegno artistico perché permette di avere molti toni e gradazioni.

Le mine poi possono essere colorate e prendono il nome di pastelli.

Oggi esistono poi i portamine che sono delle strutture in plastica o metallo contenenti sottili mine di grafite. Premendo un pulsante esce la quantità di lunghezza di mina desiderata.

Normalmente le matite prodotte negli Stati Uniti sono di colore giallo. La derivazione di questa tradizione sarebbe quella che L. & C. Hardmundt durante l’impero austro ungarico diede i natali alla marca Koh-i-noor, dal nome del celebre diamante: il giallo dell’esterno richiamava l’oriente (da dove derivava la grafite di ottima qualità), i colori d’Asburgo (giallo e nero), ed era un colore molto visibile e riconoscibile. Tant’è che altre marche lo riprodussero: Staedler per esempio.

Per un oggetto così tradizionale era difficilmente prevedibile una qualiasi evoluzione. Questo fino a poco tempo fa: Napkin, azienda italiana, ha prodotto una matita dalle caratteristiche decisamente sorprendenti: la matita perpetua. Ecco una breve descrizione delle qualità principali di questo oggetto, c'è da rimanere a bocca aperta.

PERPETUA

Unica e rivoluzionaria, è diversa perché:

-in grafite riciclata per l’80%

-innovativa in design e tecnologia

-se cade non si rompe

-forma un corpo unico con la sua gomma

-è atossica e pulita

-è senza aggiunta di colle e vernici protettive

È distribuita da Napkin, completamente realizzata in Italia. È l’unica matita ecologica per la cui realizzazione non è stato abbattuto alcun albero. È costituita da Zantech, materiale innovativo costituito per l’80%da polvere di grafite industriale riciclata, e viene riutilizzata insieme a polimeri speciali che ne garantiscono l’agglomerazione. Adatta ad ogni tipo di utilizzo, dal bambino all’astronauta. Ecologica, creativa, economica, Made in Italy, tecnologica e … spaziale!!!”

Come vedete vale proprio la pena di provarla!

 

 

Autore: Roberto Alunno Violini Ultima modifica: 08/01/2016 18:58:21

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